Ieri sera Massimo Ceccherini ha bestemmiato in diretta tv sull'Isola dei Famosi, mentre stava inscenando il solito teatrino perché non gli davano da mangiare (per chi non lo sapesse lo fa tipo ogni puntata... e la cosa funziona, visto che non perde mai una nomination..!!!).
Ma ecco la sintesi di ciò che è accaduto.
Il premio ricompensa per Claudio Chiappucci, vincitore di una prova, è un bel piatto di spaghetti con polpette.
"El Diablo" può dividere la pietanza con un solo compagno e sceglie Raffaello Balzo (anche io, come voi, ignoro chi sia quest'uomo e perché sia considerato famoso) perché afflitto da un fastidioso mal di schiena e quindi bisognoso di rimettersi in forze (da notare che da lì a poco proprio Chiappucci lo avrebbe mandato in nomination per la prossima settimana... alla faccia della coerenza... bah..!!!).
I due iniziano a fagocitare avidi il loro piatto di pasta
quando Ceccherini inizia una sfuriata pazzesca perché Balzo, che a sentir lui non aveva fatto un caxxx tutta la settimana, mangia e gli altri, lui compreso, no.
Alché, tra i vari "questa è un presa per il culo", "mi ritiro", "vaffanculo", esce dalla bocca del Cecche un sonoro "PorXX Dio !!!" che riecheggia nelle case di circa otto o nove milioni di italiani.
Quando l'ho sentito ho iniziato a ridere come un caimano punto da una mosca tse tse, ma così temo non abbiano reagito quelli del Moige, la solita associazioni di genitori spaccapalle, i cui rappresentanti, immagino, abbiano subito minacciato la RAI di numerose querele nel caso non avessero preso i necessari provvedimenti.
La scena di Ceccherini che bestemmia, tra l'altro, mi ha anche riportato alla mente il film "I laureati", di Pieraccioni. In quel film, per chi non se lo ricordasse o non l'avesse mai visto, proprio Ceccherini faceva la parte di un giovane comico che ha la sua prima grande vetrina durante uno show in diretta sulla RAI (e mi pare di ricordare che fosse proprio RaiDue, la rete che trasmette l'Isola).
Fatto sta che durante lo skatch il comico interpretato da Ceccherini non ricorda una battuta e, in preda al panico, tira un bestemmione.
Ora, non serve che vi stia ad elencare le analogie col fattaccio avvenuto ieri sera... :P
Per farla breve, chiusa la scenetta isterica legata al cibo, Ceccherini s'è tranquillamente riaccomodato tra i "famosi", ha vinto la sfida contro Alessandra Pierelli (la ex di Costantino) ed è andato, come di rito, a fare la sua nomination per la settimana seguente.
A quel punto la Ventura gli ha comunicato che era fuori dal gioco per la bestemmia e lui, tranquillissimamente, ha chinato il capo dicendo "se è andata così, io non ricordo, è giusto che io me ne vada. Chiedo scusa in primis a chi ho bestemmiato e poi a tutto il pubblico".
Ora, a parte il fatto che se uno dice "Buddha Merda", o "Allah cagone" durante uno show in Italia non succede niente, mente se uno tocca il padre nostro che sta nei cieli siamo subito pronti a crocifiggere l'eresiarca di turno, dicevo, a parte questo, MA NON LO SAPEVANO CHE CECCHERINI E' UNO DALLA BESTEMMIA FACILE QUANDO L'HANNO PRESO ???
E' ovvio che se vuoi uno come Ceccherini sull'Isola per alzare gli ascolti, poi però ti devi tenere anche i suoi moccoli.
Ma infatti la produzione sapeva, eccome.
A tal proposito Fernanda Lessa, prima esclusa dall'Isola, sostiene che Ceccherini bestemmi di continuo, e che sia il regista, durante i filmati del daytime, a non inserire volutamente le sue bestemmie.
Ma se uno che bestemmia va squalificato, allora questi deve essere comunque eliminato dal gioco, che la bestemmia arrivi o meno all'orecchio dello spettatore. O sbaglio?
Solo che Ceccherini faceva ascolto, e quindi DENARO SONANTE !!!
Lui stesso ieri sera ha detto tra il lusco e il brusco che una sfuriata ogni settimana lui ce l'ha da contratto... ...e onestamnete non so quanto sia ironica quest'affermazione.
Insomma, finché uno impreca, manda tutti a quel paese e fa continue esplicite allusioni sessuali VA BENE. Talmente bene che gli si dedica anche una canzonicina, e chi ha visto almeno una puntata dell'Isola sa a cosa mi riferisco.
Appena però impreca, in preda all'ira, alla fame e allo sconforto, come tantissima gente fa, perché una bestemmia ogni tanto la tiriamo in moltissimi, NON VA PIU' BENE !!!
Anche "Il Baffo" Roberto Da Crema nella prima edizione de La Fattoria bestemmiò in diretta. Anche per lui esclusione dal gioco.
Peccato che dopo tipo cinque giorni era in tutte le trasmissioni possibili da Cronache Marziane alla Vita In Diretta, diventando persino inviato di Lucignolo.
Adesso mi aspetto che la stessa identica cosa accada a Ceccherini, il quale, dopo la bufera mediatica e la profonda indignazione di istituzioni e aziende radiotelevisive, avrà come minimo una sua trasmissione in prima serata, uno show che, ne sono certo, andrà benissimo.
Che ipocriti. Mi fanno schifo gli autori televisivi perché se si adotta una linea, non la si può abbandonare in cinque minuti. E poi parlano di integrità morale e regole uguali per tutti...
Ceccherini verrà coperto d'oro per questa sua bestemmia, in un modo o nell'altro.
A me la cosa non cambia la vita, e, anzi, sarei anche felice per lui.
Ma il problema infatti non è Massimo Ceccherini, il problema è chi lo mette in condizione di fare ciò che vuole perché RENDE BENE e
poi però si para il culo dicendo che non è morale quello che dice.
Tanti saluti alla vera morale, quella etica, che dovrebbe regolare sempre chi sceglie i personaggi che vanno in tv. E invece...
Ma d'altronde cosa ci si può aspettare da chi ha fatto delle lacrime, della sofferenze e del deperimento fisico uno show di grande successo? Nient'alto che cinica ipocrisia. Proprio come quando lo scorso anno hanno deciso di informare Al Bano in diretta tv che sua moglie lo stava lasciando.
Che scelta coscienziosa...
Rendiamoci conto che questi programmi fatti con due lire rendono a chi li produce qualche decina di miliardo l'anno. Rendiamoci conto che questa gente ci impone personaggi squallidi, e non sto parlando di Ceccherini, che al limite può essere tacciato di volgarità, ma dei vari Zequila, Pappalardo, Susanna Torretta, Antonella Elia e Aida Yespica, Carmen Di Pietro.
Rendiamoci conto che il male non è Ceccherini che bestemmia, il male sono coloro che stanno portando la nostra televisione a livelli di minimo storico. Berlusconi c'aveva tolto Biagi, Santoro, Sabrina Guzzanti e Luttazzi, e noi non abbiamo fatto nulla.
In tv ci sono programmi in cui gente sconosciuta dice banalità sconfinate, ma non c'è spazio per chi ha veramente qualcosa da dire.
Uno come Minoli , che negl'anni 80 ha fatto la storia del giornalismo televisivo col suo Mixer , è relegato in seconda se non terza serata.
Invece di avere seri presentatori di altrettanto seri quiz vediamo distribuire miliardi attraverso delle scatole.
Sta passando l'immagine che, anche se non sai fare un cazzo nella vita, puoi sempre avere una botta di culo e diventare miliardario.
Questa tv mi fa schifo e so di chi è la colpa... ...non di Massimo Ceccherini.
Prendendo spunto da questo post sul blog de -Il Maestro-, volevo dire anche io la mia sull'argomento.
Che le palestre viste nell'ottica del medio fighetto sarzanese siano uno dei mali del mondo non ci piove.
Come diceva uno dei miei profeti preferiti (con buona pace di Geremia, della Sibilla e di Zaratustra):
"Mi facevano pena quei ragazzi ammassati nelle palestre che cercavano di somigliare a quello che li dicevano Calvin Klein o Tommy Hilfiger… Così dovrebbe essere un uomo? ".
Vedo letteralmente stuoli di giovani recarsi giornalmente nelle palestre per migliorare il proprio fisico e interlacciare "importanti" relazioni sociali basate sull'estetica e sull'appartenenza al gruppo dei cosidetti fighi.
Essere fighi, cool, o in, non dovrebbe essere uno status acquisibile lavorando sul proprio corpo, ma sulla propria mente, sul proprio modo di fare.
Nei primi anni 80 era "ganzo", come si diceva allora, anche il ragazzo acqua e sapone, non necessariamente figo e non obbligatoriamente paletsrato: fondamentali per essere tipi giusti erano la simpatia, la capacità relazionale, il savoir faire.
Le palestre con macchinari per pesistica etc erano riservate ad un piccolo e sparuto gruppo di persone, quasi ghettizzate, un concentrato di esaltati salutisti e maniaci del body-building, inteso nel senso più ampio del termine.
Poi sono arrivati gli anni 90 che, tra magliette verdi fosforescenti e ciucci rosa fuxia, hanno introdotto nella nostra vita il concetto del viver bene.
Per carità, nulla di più giusto. Vivere in salute col proprio corpo, magari evitando abusi d'alcoolici e sigarette non è affatto sbagliato, anzi.
Il problema è che il viver bene, la salute nel mangiare, lo stretto legame a doppio filo instauratosi tra salute e bellezza SI VENDEVANO BENE, e le grandi multinazionali alimentari c'hanno sguazzato a loro piacimento.
D'altronde come dar torto al consumatore tipo dell'epoca? Tutto d'un tratto si era accorto di aver vissuto una vita malata, insana, che lo avrebbe portato a morte certa da lì a pochi anni, se non avesse posto rimedio immediato comprando determinati nuovi prodotti.
E allora ecco che la parola "light", "leggero", abbinata all'equivalente italiano "magro", aveva iniziato ad insinuarsi tra la popolazione come un virus, raggiungendo prima le nostre orecchie, poi le nostre bocche, e di seguito, inesorabilmente, le nostre menti: bibite, formaggi, mozzarelle, yogurt, perfino cose inequivocabilmente grasse come mayonese, burro, margarina, cioccolato, dociumi e zucchero vennero trasformate in varianti leggere !
La corsa agl'alimenti light è stata un boom economico, la cui bolla speculativa non è ancora terminata: ancora oggi, per chi non lo sapesse, il mercato dei prodotti dietetici, leggeri, magri, chiamateli come volete, cresce circa dell 8% annuo, con una tendenza di crescita che non accenna a diminuire nei confronti dei prodotti non-light che stanno ad un misera crescita del 3%.
L'idea del "grasso è male" che ci hanno ahinoi imposto ha conquistato il mercato, condizionando le nostre vite a tal punto che sempre più giovani (siano essi maschi o femmine) si mettono a fare diete per perdere quei due o tre chiletti in più, la maggior parte delle volte inesistenti.
Tra l'altro, a proposito di prodotti dietetici, va anche ricordato che il più delle volte essi non sono veramente dietetici come si vuol fare credere: il fatto che un prodotto sia senza zuccheri significa solo che il saccarosio o il glucosio vengono sostituiti con altri tipi di zucchero, perlopiù zuccheri naturali come il fruttosio, che hanno comunque una loro cospicua quantità di kcal/g.
Spesso si cade in ragionamenti tipo "siccome è light ne posso mangiare di più", e non c'è cosa più sbagliata nutrizionalemente parlando, e questo lo può confermare un qualsiasi dietologo.
E allora come perdere peso?
Qui si torna al problema delle palestre.
Anche le palestre, i centri benessere e gli istituti di bellezza hanno avuto il loro rispettabilissimo boom negl'ultimi diec'anni.
Chiunque abbia gl'occhi per vedere avrà infatti notato come questi centri, sia nel piccolo borgo che nella grande città, siano letteralmente prolificati come funghi.
Questa crescita è indubbiamente legata a quel concetto impostoci di cui abbiamo appena parlato, quello del viver bene, ma è altrettanto legata al giro di denaro che questo concetto porta con se'.
Non apri un centro per massaggi shiatsu per il semplice piacere di regalare momenti di puro relax ai tuoi clienti, lo fai perché sai che è redditizio, ora come ora, anche perché se sei bravo, puoi chiedere più o meno il prezzo che ti pare per un'ora di massaggi, anche centinaia di euro.
E lo stesso vale per le palestre.
C'è gente che spende un salasso mensile per andare in palestra.
C'è chi invece di mettere qualche soldo da parte spende denaro in un'abbonamento di cui non usufruirà.
C'è chi avrebbe bisogno di andare in palestra, ma non può permetterselo.
C'è chi vorrebbe andare in palestra, ma non ha tempo, e chi invece ci va, anche se non ha tempo !
Ed io?
Io che non sono mai entrato in una palestra, e che forse mai c'entrerò, visto che non mi interessa e non mi piace l'ambiente che mi descrive la gente che ci va... io?...
Io sto dalla parte del fruitore occasionale.
Io sto dalla parte di chi va in palestra perché vuole migliorare seriamente il suo fisico, anche solo perché gli fa piacere.
Io sto dalla parte di chi sente di dover perdere peso, purché sia un'intenzione giustificata.
Io sto dalla parte di chi vuole mettere un po' di muscoli in più sulle spalle, perché si sente debole.
Io sto dalla parte di chi "altro che palestra, faccio il muratore...!"
Io sto dalla parte di chi va a correre
Io sto dala parte di chi va in bici
Io sto dalla parte di chi va in palestra per fare un'attività sportiva diversa dalla pesistica o dallo spinning
Io sto dalla parte delle ragazze formose, ché anche se non vanno in palestra mica ci fanno schifo, anzi... ...fat bottom girls you make the rockin' world go round...
Io non sto dalla parte di chi va in palestra per rimorchiare, anche se lo comprendo.
Io non sto dalla parte di chi va in palestra solo per avere un fisico modellato, e poi per averlo più in fretta e senza troppa fatica si bomba di creatina.
Io non sto dalla parte di chi va in palestra per assomigliare a qualcuno.
Io non sto dalla parte di chi va in palestra solo perché è figo andare in palestra, anche se poi nemmeno ci si presenta.
Io non sto dalla parte di chi fa finta di allenarsi.
Io non sto dalla parte di chi va in palestra da cinque anni, ed è ancora uguale a prima.
Io non sto dalla parte di chi va in palestra e poi passa il suo tempo parlando di palestra.
Io non sto dalla parte di chi dice "se non vai in palestra sei uno sfigato!".
Chioso il post con questa massima:
ABBASSO LA LAMBERTUCCI, EVVIVA LA MORTADELLA !!!

Quando la scorsa volta avevo detto che forse sarebbe stata l'ultima apparizione sul blog della serie "Strane cose accadono..." ovviamente MENTIVO !!!
Bwa wa wa !!!
Ecco il quarto corollario di stranezze avvenute ultimamente sul pianeta Terra.
A proposito di Finanziaria
Nel decreto legislativo di programmazione economico-finanziaria 2007, a tutti noto come "La Finanziaria", sono previsti i seguenti ghiribizzi.
L'erba magica
Lopez, Polonia - Una donna di 55 anni, contadina, è stata arrestata per possesso di marijuana; la sostanza le serviva per ammansire una mucca che anni prima aveva aggredito un uomo, rompendogli un braccio.
Il bovino veniva costantemente foraggiato con la marijuana coltivata dalla donna nel proprio orto.
"L'ho fatto solo perché era difficile da gestire", ha confessato la povera malcapitata, che ora rischia tre anni di carcere.
La mucca dovrà tornare a cibarsi di comune fieno e paglia, nonostante oramai sia completamente assuefatta a ben altri tipi di erba...
Chi beve birra campa... ...cavallo !
Quando si inizia a fare il locandiere, si deve essere pronti a vederne di tutti i colori, anche cavalli che, come se niente fosse, entrano nel tuo pub per bersi una birra.
Questo è quanto è accaduto a Jackie Gray, neo proprietaria dell'Alexandra Hotel di Jarrow (Tyneside), una struttura alberghiera al cui interno è presente un classico pub all'inglese.
"Quando ho comprato il locale - ha raccontato Jackie - ho sentito delle voci circa la presenza di un cavallo tra i clienti fissi, ma non gli ho dato troppo peso".
Ma le voci che erano arrivate all'orecchio di Jackie non erano per niente fasulle, tant'è che un venerdì sera, come ogni venerdì sera da almeno una decina d'anni, si è aggiunta agl'avventori del pub anche Peggy, una vispa cavalla golosissima di birra.
Come se fosse la cosa più naturale del mondo la cavalla si è avvicinata al bancone in compagnia del suo padrone Peter Dolan per gustarsi la settimanale pinta di John Smiths accompagnata da cipolline sottaceto.
Prendendo spunto da un'intuizione divina che ho avuto alla fine del recente post sulle cazzate, ho iniziato a vedere su internet come, dove e perché si cambia sesso.
Innanzitutto va detto che l'intervento per il cambio di sesso non è affatto uno scherzo, si deve essere fortissimamente motivati perché una volta terminato non si può tornare indietro.
Tecnicamente, a quanto ho capito girovagando per la rete, funziona più o meno così.
Se si è uomo e si vuole diventare femmina si deve iniziare una cura ormonale preventiva all'intervento.
Una volta che questa cura ha stabilizzato i nostri ormoni si può procedere con il vero e proprio "taglia e cuci" che consta di due fasi distinte: eliminazione del pene e costruzione della vagina.
La prima avviene in modo che parte del tessuto epidermico del pene, il suo cilindro cutaneo, venga salvato per la costruzione della vagina finta, nella seconda fase.
La vagina viene dunque creata all'interno del condotto dell'uretra, il cui segmento provvederà anche alla lubrificazione nel momento dell'atto sessuale, e ricoperta del tessuto estratto dal pene che le donerà un aspetto più "naturale". Solitamente il risultato offre al paziente una vagina poco sensibile , ma abbastanza elastica, il che lo mette in condizione col tempo di apprezzare il poter contenere il pene del proprio partner.
Il processo chirurgico che invece porta dall'essere femmina all'essere maschio è molto più complicato poiché richiede, sempre in seguito ad un'abbondante cura ormonale, l'asportazione di parte dell'avambraccio, solitamente un lembo fascio-cutaneo, fatto cioé di muscolo e pelle, applicato sulla vagina ostruita chirurgicamente e collegato ad alcuni muscoli pelvici.
Molto spesso il risultato è scarsamente soddisfacente, e quindi le donne che si sentono uomini preferiscono una semplice asportazione delle ovaie e dell'utero.
Ma dove si possono effettuare quest'interventi?
Sembrerà strano dirlo, ma in Italia abbiamo ben quattro ospedali (Roma, Napoli, Bologna e Trieste) che effettuano l'intervento di cambio del sesso in maniera totalmente gratuita, coperta per intero dal Servizio Sanitario Nazionale. Se controlliamo il costo estero dell'intervento, che si aggira grossomodo sui 10-15 mila euro, si potrà ben comprendere perché le liste d'attesa per l'operazione siano nel nostro paese tanto lunghe.
L'iter per cambiare sesso in uno dei quattro ospedali sopra citati non ha solo carattere medico, anzi: esiste infatti tutta una lunga trafila burocratica fatta di certificazioni, atti giudiziari e perizie psicologiche, dedicata il più delle volte a scoraggiare e quindi disincentivare il cambio di sesso. Passati grossomodo quattro anni dall'inizio dell'iter, il giudice, in base alle perizie medico-psichiatriche, psicologiche e alle motivazioni del soggetto decide se concedere o meno la posssibilità del cambiamento di sesso.
Nonostane tutto questo lungo procedimento i trans che in Italia hanno cambiato il loro sesso sono aumentati da uno su otto a uno su cinque in pochi anni, segno evidente anche di una certa fiducia nelle qualità del nostro sistema sanitario.
Ma nel mondo, ovviamente, non è l'Italia il posto dove l'operazione di cambio del sesso si effettua con maggiore professionalità e risultati ottimali.
Tutti voi starete pensando a Casablanca, in Marocco, rinomata ormai da decenni per questo tipo di interventi.
Ma sbagliate.
La nuova capitale mondiale del cambio di sesso è Trinidad, un semisperduto paesino sulle Montagne Rocciose, in Colorado, meta di passaggio per turisti diretti ad Aspen o a Denver.
Come ha fatto Trinidad, che conta poco meno di diecimila abitanti, a diventare la più rinomata città per il cambio del sesso nel globo?
Semplicemente ospitando uno dei più eminenti chirurghi della scena internazionale, il dottor Stanley Biber, la cui precisione nella ricostruzione degli organi genitali, si narra essere praticamente imbattibile.
Dal 1969 ad oggi Biber ha operato circa 4500 transessuali, con una media di circa un centinaio di operazioni l'anno e picchi di addirittura centocinquanta.
Considerando che ogni intervento ha il costo di 11.000 dollari, Biber è riuscito a far guadagnare al suo ospedale, il Mount San Rafael, decine di milioni di dollari, con punte annuali che superavano il milione di dollari netti. La fama di Biber e di Trinidad si è tanto allargata nel tempo da creare un vero e proprio indotto; negozi, sale di parrucchieri e tavole calde sono prolificati, ed i transessuali, ai quali ormai nessuno più fa caso, sono diventati i migliori clienti in città.
Ma quali sono le motivazioni che spingono un trans a sottoporsi all'intervento?
Il termine transessuale, coniato nel 1949 dal prof. David Cauldwell e divenuto d'uso comune in seguito alla pubblicazione di "The Transexual Phenomenon" del dott. Harry Benjamin nel 1966, indica una persona che appartiene biologicamnete ad un genere sessuale, ma si comporta, si sente e si autopercepisce come appartenente all'altro genere sessuale.
Generalmente definiti come affetti da disturbo dell'identità di genere i transessuali rifiutano questa limitante ottica psichiatrica della loro condizione.
Essi si sentono semplicemente imprigionati in un corpo che non rispecchia la loro anima, il loro io.
E' questo il motivo fondamentale per cui, sempre più spesso, i trans effettuano interventi di liposcultura, mastoplastica, peeling, cure ormonali, il tutto per trasformare il proprio corpo in ciò che essi desiderano essere.
La scelta determinante della vita rimane comunque il cambio del sesso, per il quale la maggior parte dei trans ha una forma di sacrale rispetto. Spesso e volentieri i transessuali si accontantano del loro corpo, seppur modellandolo con la chirurgia estetica, ma non affrontano l'operazione un po' per paura dell'intervento in se' e un po' per timore di quello che li attende.
Aldilà del banale cambio di identità, Mario che diventa Maria o viceversa, il processo di accettazione di nuovi organi genitali è lungo, e molto più complicato di quello per un paio di seni nuovi.
Cambiare definitivamente sesso è una scelta sofferta, ma che, una volta presa, regala nella maggioranza dei casi una grandissima contentezza, una felicità e una soddisfazione impareggiabili.
Bibliografia
GILBERT OAKLEY - Sex Change and Dress Deviation - Morntide, London, 1970
HARRY BENJAMIN - The Transexual Phenomenon - The Julian Press Inc., 1966
JANICE W LEE - Psychology of Gender Identity - Nova Science, 2005
VIVANE NAMASTE - Sex Change, Social Change - Canadian Scholars' Press , 2005
Sitografia
Arcitrans
Arcigay
Gaynews
Crisalide
Wikipedia - Transessuale
Filmografia
Pedro Almodovar - Tutto Su Mia Madre, 1999
Ferzan Ozpetek - Le Fate Ignoranti, 2000
Duncan Tucker - Transamerica, 2005
Ieri sera si è sciolta la grande attesa per Inter - Bayern Monaco, partita valevole per la seconda giornata del Girone B di Champions League.
San Siro fremeva, riscaldato da un foltissimo pubblico di fede interista e da ben settemila bavaresi giunti fino a Milano.
Era il primo grande scontro tra il calcio tedesco e quello italiano dopo la per noi fortunatissima semifinale mondiale e sul campo c'erano alcune stelle che proprio di quella partita erano state protagoniste, Fabio Grosso su tutte.
Ma ahimè il match non è stato all'altezza né dell'attesa, né della cornice di pubblico, né tantomeno dei cosiddetti campioni in campo.
Parlo a chi ha visto la partita.
Secondo me Mancini non ha sbagliato tattica, mi andava anche bene aspettare e colpire in contropiede il Bayern.
L'unica cosa che rimprovero al tecnico è che dopo tre anni che è all'Inter ancora si prendono goal, o si rischia di prenderli, con dei semplici tagli in mezzo delle ali avversarie... ...sarà meglio che si registri qualcosa dietro, a volte paiamo le belle statuine !!!
Per quel che riguarda le due espulsioni, beh, quella di Grosso è meritata, anche se credo Willy Sagnol, battuto nella finale della coppa del mondo, gli abbia sicuramente detto o fatto qualcosa in precedenza per scatenare una simile reazione...
Su quella di Ibrahimovic, rimando a questo mio vecchio post e alle sue motivazioni.
L'unica nota positiva della serata, e badate bene che purtroppo è davvero L'UNICA, sono le cinquecento partite in maglia nerazzurra del Capitano, c'è solo un capitano, Javier Zanetti.
Che dire...
CINQUECENTO VOLTE GRAZIE, SAVERIO !!!